Domande e risposte frequenti

Affinché gli impianti tecnici della casa collegati in rete funzionino per come devono, è necessario che i componenti comunichino tra loro. Spesso ciò avviene anche tramite Internet. Pertanto, ti devi assicurare che non vi siano accessi non autorizzati al tuo sistema. Importanti punti al riguardo: • Fatti un promemoria segnandoti quali dati vengono trasmessi e dove. • Scegli parole d'ordine sicure per tutti i componenti dell'automazione dell'edificio, ma anche per il WLAN, il router e lo smartphone, casomai andassero perse. • Ogni trasmissione di dati, sia essa via Internet oppure via radio, deve essere criptata. Non dimenticare di aggiornare regolarmente tutti i software del sistema «smart home», solo così funzionerà al top.

Coibentando anche le facciate è possibile ridurre il consumo di energia del 10-20 %, soprattutto negli edifici costruiti prima del 1975, che solitamente presentano uno scarso isolamento termico. Trovi ulteriori informazioni sulla coibentazione termica delle facciate e ulteriori possibilità per risanare energeticamente gli edifici nella guida «Rinnovare gli edifici – dimezzare il consumo di energia».

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Risanamenti energetici – Guida per i committenti...

2021-01-08
DEFRIT

In una nuova costruzione efficiente sotto il profilo energetico un impianto di ventilazione è opportuno. Minergie non definisce nel dettaglio come l'aria fresca debba entrare in un locale. Un'opzione sono anche le aperture automatiche delle finestre, ma di norma si ricorre a impianti di ventilazione. A prescindere dalla variante scelta, un'attenta pianificazione è molto importante.

Un impianto di ventilazione assicura un'elevata qualità dell'aria ambiente poiché convoglia costantemente aria fresca nei locali e riporta all'esterno quella viziata (aria di scarico). Questo è fondamentale perché l'involucro di un edificio energeticamente efficiente è molto ermetico. Ciò significa che praticamente non passa aria da dentro a fuori e viceversa. Diversamente dagli edifici più vecchi, non c'è quindi alcun ricambio automatico dell'aria. Anche con la ventilazione manuale non si può garantire costantemente aria buona negli ambienti interni. Per saperne di più sul tema consulta la pagina Ventilazione.

Per evitare che un edificio si surriscaldi nei giorni caldi, un involucro edilizio ermetico e una buona protezione termica estiva sono fondamentali. La facciata, le finestre e il tetto devono far entrare meno calore possibile. Inoltre, tende adatte (veneziane) fanno sì che i raggi solari non battano direttamente sulle finestre. Anche la ventilazione è importante. D'estate, le finestre dovrebbero restare chiuse durante il giorno, mentre di notte e al mattino presto possono essere lasciate aperte per raffreddare l'edificio.

Sì, vale la pena, sia dal punto di vista finanziario che del comfort. Le nuove costruzioni efficienti sotto il profilo energetico consumano pochissima energia durante il funzionamento. Di conseguenza, ad esempio, i costi d'esercizio del sistema di riscaldamento sono inferiori a quelli degli edifici con minore efficienza energetica. Inoltre si beneficia di un elevato comfort abitativo grazie a un clima interno piacevole. Non da ultimo, se costruisci la tua nuova costruzione secondo un label, puoi richiedere una sovvenzione nel quadro delProgramma Edifici.

Quando il sistema di ventilazione riscalda l'aria fredda esterna in inverno, diminuisce l'umidità dell'aria. Contemporaneamente, l'umidità presente viene condotta all'esterno e l'aria interna può diventare più secca. Lo si può evitare ad esempio facendo entrare una quantità inferiore di aria fresca, cioè facendo funzionare la ventilazione a un livello più basso. Si tratta quindi di trovare il giusto compromesso tra qualità e umidità dell'aria. Può essere d'aiuto anche l'installazione di un cosiddetto scambiatore di calore entalpico, che non solo recupera il calore dall’aria di scarico, ma anche l'umidità.

Sì, sono adatti. A seconda del tipo di costruzione dell'edificio esistente, alcuni tipi di ventilazione non sono opportuni. Talvolta la ventilazione controllata non è possibile perché non c'è abbastanza spazio per le condotte. Quindi, in caso di risanamenti, di solito si prendono in considerazione le ventilazioni composite, gli impianti d’aspirazione semplici oppure gli apparecchi di ventilazione per locali singoli.

Un impianto di ventilazione provvede al ricambio continuo dell'aria all'interno dell'edificio. Quindi, in realtà, non è necessario aprire le finestre per fare entrare aria fresca. Ma sei vuoi comunque aprirle, lo puoi sempre fare.

Sì, ma devi sapere che i trasformatori elettronici per lampade alogene sono generalmente progettati per un carico elevato, che le lampade a LED non raggiungono. Di conseguenza la lampada a LED non si accende affatto o sfarfalla. In questo caso occorre sostituire il trasformatore con un modello specifico per lampade a LED.

  • Le lampade a luce bianca diurna e quelle a luce bianca neutra con temperature di colore superiori a 4000 kelvin hanno un effetto attivante sul corpo e influiscono sul sonno e altri processi fisiologici. Durante le ore serali prima di dormire, è quindi preferibile la luce bianca calda.

  • Le lampade a LED hanno quote maggiori di luce blu rispetto alle lampade alogene. Poiché a partire da una determinata intensità e durata dell'esposizione la luce blu rappresenta un rischio per la retina dell'occhio, è stato fissato un valore limite che le lampade devono rispettare.

  • Alcuni prodotti a LED, e in parte anche le lampade a LED dimmerate, possono sfarfallare. Non è chiaro se ciò rappresenta un rischio per le persone che soffrono di mal di testa, emicrania o epilessia. Dal 2021 le nuove lampade a LED devono rispettare un valore limite minimo per lo sfarfallio.

  • Essendo ampiamente inferiori al valore limite stabilito per evitare rischi per la salute, i campi elettromagnetici generati dalle componenti elettroniche durante il funzionamento dei LED non presentano alcun pericolo in questo senso.

  • Le lampade a LED sono una valida alternativa alle lampade alogene o fluorescenti per le persone ipersensibili ai raggi ultravioletti, dato che non ne emanano o ne emanano solo in misura minima.

  • Se usate correttamente, le lampade a LED in commercio non rappresentano alcun rischio per la salute, nemmeno per i gruppi di popolazione sensibili come bambini o persone con cristallini molto trasparenti o artificiali, o prive di cristallino.

  • A livello di emissioni, le lampade a LED bianche hanno proprietà diverse rispetto alle lampade a incandescenza e a quelle a basso consumo energetico. Pertanto anche i possibili effetti delle radiazioni sulla salute sono diversi. Per informazioni dettagliate consulta la scheda informativa dell'Ufficio federale della sanità pubblica «Lampadine a LED»: Luce e illuminazione (Ufficio federale della sanità pubblica UFSP)

Purtroppo non sempre. Per motivi tecnici, le lampade a LED sono solitamente più grandi o comunque meno luminose delle lampade alogene a spina molto piccole, ad esempio con attacco G9, G4 oppure GY6.35. Nei casi peggiori sono troppo grandi e non entrano nel dispositivo d'illuminazione.

Fai attenzione quando acquisti una lampada: in commercio si trovano ormai molte lampade a LED dimmerabili, che permettono di regolare in modo continuo l’intensità luminosa. Alcune lampade a LED cambiano persino il colore della luce diventando sempre più bianco caldo, come le vecchie lampade a incandescenza. Se la lampada a LED non è dimmerabile, è necessaria un'indicazione in tal senso sull'imballaggio della lampada.

Vi sono diversi tipi di dimmer che non sono compatibili con tutte le tipologie di lampade e di unità di alimentazione; questo può causare problemi. In caso di sfarfallio o di altri problemi, chiedi consiglio a un elettricista. I dimmer universali (R, L, C) funzionano con tutte le tipologie di lampade e unità di alimentazione.

Uno studio pubblicato nel 2020 dall’Istituto Paul Scherrer ha esaminato gli impatti ambientali delle diverse tecnologie di propulsione disponibili per le automobili. Lo studio è stato condotto sulla base di ecobilanci, nei quali si considera l’intero ciclo di vita delle auto, ossia la produzione, l’utilizzo e lo smaltimento, inclusa la messa a disposizione dei carburanti benzina, gasolio, metano, elettricità e idrogeno (H2). Dopo 200 000 chilometri percorsi, il bilancio è risultato chiaro: le auto elettriche causano complessivamente le emissioni di CO2 più basse, seguite a ruota dalle auto a celle a combustibile alimentate a idrogeno. Seguono poi le auto a gas naturale, a gasolio e infine quelle a benzina. 

L’origine dell’elettricità gioca un ruolo importante nel bilancio di CO2 delle auto elettriche. Le emissioni più basse di CO2 si ottengono se l’elettricità viene ricavata da energia solare. Ma anche il mix elettrico svizzero, composto per quasi due terzi da elettricità prodotta da centrali idroelettriche, è ideale per sfruttare il potenziale della mobilità elettrica. Un’auto elettrica ricaricata con il mix elettrico svizzero avrà compensato le maggiori emissioni di gas a effetto serra derivanti dalla sua produzione già dopo aver percorso 30 000 chilometri. Una panoramica di tutte le tecnologie di propulsione comprensiva dei relativi modelli di auto si trova sulla pagina Tecnologie di trazione.

Il rilascio del CECE e del CECE Plus varia a seconda dell'edificio, della regione e dell'esperto. Vale quindi la pena richiedere più di un preventivo con descrizione dettagliata delle prestazioni. Inoltre, i costi per lacertificazione Minergie dipendono dalla dimensione e della complessità dell'edificio. Per una casa unifamiliare si aggirano sui 1200 franchi, per una casa plurifamiliare tra i 1700 e i 2100 franchi. Tuttavia, grazie agli incentivi, i costi effettivi sono nettamente inferiori.

La certificazione secondo lo standardcertificazione secondo lo Standard Costruzione Sostenibile Svizzera SNBS Edifici è più complessa, ragion per cui bisogna considerare tasse a partire da 16 500 franchi. Le tasse per la certificazione SNBS si riducono se per un edificio avviene anche la certificazione secondo lo standard Minergie. Infatti, la valutazione degli indicatori e dei parametri avviene solo una volta.

I costi per lacertificazione delle aree 2000 wattammontano a 9000-12 000 franchi. I parametri dell'area vengono riesaminati ogni due-quattro anni e l'area viene ricertificata. Alcuni Cantoni prevedonoincentiviper la certificazione.

È importante che il label prescelto corrisponda alla dimensione e alla complessità del progetto. La regola generale: per gli edifici più piccoli è adatto il label Minergie, più semplice, mentre per gli immobili più grandi quello più ampio SNBS Edifici, e per le aree e i quartieri il certificato «Area 2000 watt». Per una panoramica completa e un supporto nella decisione ti consigliamo di consultare la brochureStandard e label per la costruzione sostenibile(solo in tedesco) edita dall'Associazione Rete Costruzione Sostenibile Svizzera (NNBS).

Sì, ci sono valvole speciali per i radiatori e per il riscaldamento a pavimento che regolano l'emissione del calore in tutta la casa. Per ogni stanza puoi definire il profilo di temperatura in base alle tue preferenze. I contatti di finestre e porte rilevano, ad esempio, quando la finestra è aperta. Il termostato regola quindi il radiatore verso il basso per evitare che il calore prodotto si disperda inutilmente all'esterno. Questo aiuta a risparmiare energia. Per una panoramica dei regolatori di calore collegabili in rete consulta topten.ch/private

I riscaldamenti e i serbatoi di accumulo dell'acqua calda hanno una durata di vita di circa 20 anni. È importante pianificare per tempo la sostituzione, preferibilmente già dopo 10-15 anni. Così c'è abbastanza tempo per poter individuare insieme allo specialista un adeguato prodotto sostitutivo e chiarire gli aspetti del finanziamento. Ricorri ad esempio a una Prima consulenza «calore rinnovabile». Nella scelta di un nuovo sistema di riscaldamento è auspicabile prendere in considerazione i costi complessivi e non soltanto i costi d' acquisto. I sistemi di riscaldamento a energie rinnovabili si caratterizzano generalmente per prestazioni migliori rispetto ai riscaldamenti a combustibili fossili perché i costi d'esercizio sono nettamente inferiori. Inoltre sono più ecologici perché non producono emissioni di gas serra durante il loro funzionamento.

Poiché non si dispone ancora di uno standard unico nel settore «smart home» succede spesso che alcuni sistemi di automazione non siano compatibili tra loro. Tuttavia esistono sempre più sistemi «aperti» con una comunicazione standardizzata in cui è possibile integrare anche componenti di altri fornitori.

La «smart home» non risparmia automaticamente energia. Ma può aiutarti a impiegare l'energia in modo efficiente. Ad esempio, non dovrai più ricordarti di spegnere la luce o un apparecchio elettrico quando esci da una stanza. Specialmente con una centralina di comando del riscaldamento intelligente e il funzionamento automatico delle tende da sole si può risparmiare molta energia oppure guadagnare comfort. Al tempo stesso l'automazione richiede anche apparecchi che sono costantemente in modalità di attesa (stand-by) e consumano energia elettrica. Opta pertanto per modelli efficienti dal punto di vista energetico. Rifletti attentamente su ciò che può essere automatizzato e su come realizzare il collegamento in rete intelligente. In caso di dubbio, rivolgiti a uno specialista.

Un sistema di riscaldamento funziona in modo efficiente soltanto se gli orari di funzionamento corrispondono alle abitudini di vita delle persone presenti. Con un minimo di conoscenza della tecnica di base, puoi impostare da solo il riscaldamento seguendo le istruzioni per l'uso. Per eventuali suggerimenti puoi consultare anche l'opuscolo «Heizkurve richtig einstellen» (pubblicazione in tedesco). In alternativa può occuparsene uno specialista, ad esempio un installatore del riscaldamento oppure un pianificatore energetico.

Il gap di prestazione è la differenza tra il consumo energetico calcolato e quello effettivo di un impianto tecnico. Talvolta il consumo è più elevato perché gli utilizzatori fanno funzionare l'impianto secondo una modalità diversa da quella inizialmente prevista. Anche il tuo comportamento può determinare un maggiore consumo di energia. Questo accade ad esempio quando imposti la temperatura ambiente a un livello più alto, arieggi di più attraverso le finestre oppure utilizzi il dispositivo di protezione solare diversamente dalla modalità prevista. Per mantenere possibilmente basso il gap di prestazione, lo specialista in questione, ad esempio il pianificatore energetico o l'installatore del riscaldamento, dovrebbe informare e istruire accuratamente gli utilizzatori sull'esercizio dell'edificio.

Il certificato è un'attestazione di qualità. Garantisce la conformità dell'edificio a parametri chiaramente definiti, e quindi l'adempimento dei requisiti più elevati in termini di efficienza energetica e di protezione del clima. Aumenta il valore della proprietà immobiliare e può essere un buon argomento di vendita. Molti Cantoni sostengono la certificazione con incentivi aggiuntivi oppure riconoscono un indice di sfruttamento maggiore. Anche alcune banche promuovono i progetti edilizi ecocompatibili offrendo ipoteche agevolate.

La maggior parte degli apparecchi va in modalità standby quando vengono spenti con il telecomando o quando sono inattivi per un certo periodo di tempo. Il passaggio automatico alla modalità standby è spesso preimpostato, ma può essere modificato dall’utente.

Serve in primo luogo per indicare lo stato e l’ora. I dispositivi in modalità standby sono in stato di attesa e possono ricevere segnali da un telecomando o da una rete. Per alcuni apparecchi è inoltre sinonimo di immediata disponibilità, come ad esempio nel caso delle macchine da caffè o delle stampanti.

Gli impianti tecnici rendono la vita confortevole, ma è necessario impostarli, utilizzarli e curarne la manutenzione in modo corretto. Ecco perché vale la pena verificare quanta tecnica sia effettivamente necessaria. Se la costruzione dell'edificio lo permette, alcuni componenti degli impianti possono essere dimensionati più piccoli oppure tralasciati. Così il tuo impegno è minore e risparmi in termini di energia e costi.

Sì, anche in caso di risanamenti è possibile la certificazione secondo Minergie, Minergie-P o Minergie-A come pure la combinazione con il complemento ECO per gli aspetti legati all’ecologia e alla salute. Per la certificazione di edifici residenziali, Minergie offre un percorso semplificato: l'ammodernamento di sistema Minergie si basa su cinque soluzioni standard e rende possibile una certificazione Minergie senza calcoli. Fornisce un orientamento per risanamenti semplici ma di elevata qualità con misure ben coordinate tra loro quanto a involucro dell'edificio e impiantistica

Un risanamento globale presenta molti vantaggi e nella maggior parte dei casi è la soluzione migliore. Poiché dal 2020 le spese per i risanamenti energetici possono essere distribuite su fino a tre periodi fiscali consecutivi, non è più necessario suddividere in tappe gli investimenti per usufruire di benefici fiscali. In presenza di motivi finanziari o concernenti il diritto di locazione che impediscono un risanamento globale, la variante preferibile è il risanamento a tappe. Si può continuare a vivere nell’immobile e i costi possono essere suddivisi a lungo termine. Anche in questo caso è importante un concetto globale, affinché tutte le fasi del rinnovamento possano essere armonizzate fra loro.

Sì, puoi detrarre i costi di determinate misure dal reddito imponibile nel quadro delle imposte federali dirette e, in alcuni Cantoni, anche a titolo di manutenzione degli immobili. Ad esempio, sono deducibili gli investimenti per il miglioramento dell’isolamento termico o l’installazione di una pompa di calore, così come i costi delle analisi energetiche e dei concetti energetici, tuttavia solo se riguardanti la parte che non ha beneficiato di sovvenzioni. Le misure energetiche deducibili variano da Cantone a Cantone. Contatta quindi l'autorità fiscale prima di procedere a un risanamento globale dell'edificio.

La SvizzeraEnergia non offre formazioni continue e neppure assegna borse di studio, ma promuove e sostiene programmi di formazione e formazione continua di istituti rinomati. Trova l'offerta che fa al caso tuo sulla pagina Offerte di perfezionamento professionale.

Gli esperti dell’Infoline di SvizzeraEnergia rispondono alle tue domande sui seguenti temi:

  • Edifici, impiantistica, energie rinnovabili Costruzione di edifici e risanamento dell’involucro (tetto, finestre, facciata), impianti tecnici (riscaldamento, acqua calda, climatizzazione, ventilazione), comprese le energie rinnovabili (riscaldamento a legna, solare termico e fotovoltaico, pompe di calore, ecc.), certificato energetico cantonale degli edifici (CECE) e finanziamento (incentivi, crediti ipotecari, RIC e rimunerazione unica per impianti fotovoltaici).

  • Apparecchi elettrici e illuminazione Elettrodomestici (lavatrice, lavastoviglie, frigorifero, macchine da caffè ecc.), apparecchi di illuminazione e lampade, computer ed elettronica d'intrattenimento (televisori, set top box, ecc.), etichettaEnergia, smaltimento degli apparecchi, acquisto di elettricità generata da fonti rinnovabili.

  • Mobilità Tecnologie dei veicoli e acquisto di veicoli, etichettaEnergia, comportamento di guida, mobilità individuale e trasporti pubblici.

Per informazioni telefoniche, puoi chiamare 24 ore su 24 il centralino automatico al numero 0848 444 444. Dopo aver selezionato lingua e tema, puoi lasciare il tuo messaggio (durata di registrazione di un minuto). Sarai richiamato entro un massimo di tre giorni lavorativi (cinque giorni lavorativi nei mesi di luglio e agosto).

Attenzione: Affinché gli esperti dell'Infoline possano richiamarti, il centralino registra il tuo numero di telefono. Se hai attivato la soppressione dell'indicazione del numero del chiamante, la tua chiamata non potrà essere evasa. In tal caso, utilizza il modulo online.

A SvizzeraEnergia sono pervenute diverse segnalazioni di chiamate di sedicenti esperti dell'Infoline. Ditte di telemarketing e ignoti che si spacciano per consulenti di SvizzeraEnergia contattano privati cittadini, proponendo di fissare un appuntamento per una consulenza energetica. SvizzeraEnergia precisa che non ha affidato a nessuna ditta e a nessun privato l’incarico di effettuare chiamate di questo tipo. Gli esperti dell’Infoline di SvizzeraEnergia rispondono alle tue domande poste come soggetto privato telefonicamente o per e-mail e solo su tua richiesta. Il servizio di consulenza offerto dalla nostra Infoline è gratuito e non prevede consulenze in loco.

Il contributo di promozione medio teorico ammonta a circa 50 000 franchi per progetto. Vi sono pochi progetti di dimensioni più grandi con un volume di promozione fino a 400 000 franchi, ma anche un gran numero di piccoli progetti con finanziamenti tra 5 000 e 10 000 franchi.

I contributi di promozione possono ammontare al massimo al 40 per cento dei costi totali del pro-getto. Pertanto il restante 60 per cento deve essere fornito dai partner di progetto coinvolti oppure da terzi.

Una domanda di progetto deve contenere almeno le seguenti informazioni:

● obiettivo e impatto previsto del progetto; ● descrizione dei risultati del progetto; ● durata del progetto e tappe intermedie; ● panoramica dei costi e piano di finanziamento; ● partner di progetto coinvolti e persone di contatto.

No. SvizzeraEnergia non offre sponsorizzazioni finanziarie agli atleti.

In questi casi si raccomanda un chiarimento preliminare. Prendi contatto con SvizzeraEnergia e descrivi la tua idea. Spedisci anche tutti i documenti esistenti.

I dati pubblicati non corrispondono a nessuna statistica ufficiale della Confederazione e possono presentare delle discrepanze, dovute alle diverse metodologie impiegate e alla diversa granularità dei dati. La base di dati su cui poggia il reporter energetico viene migliorata costantemente e ag-giornata con dati pubblicamente accessibili. La responsabilità per la metodologia usata e per i risultati pubblicati è di geoimpact AG.

Tutte le offerte caricate nel Check-preventivo-solare sono valutate in base agli stessi criteri. Trovi tutte le informazioni nel seguente documento:

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Check-preventivo-solare - Solare Fotovoltaico - Criteri della valutazione...

2021-07-01

L'energia estratta dal sottosuolo può essere utilizzata con varie tecniche per riscaldare, raffreddare e produrre elettricità. La maggior parte di queste tecniche, come le sonde geotermiche, i canestri geotermici e l'utilizzo del calore delle acque sotterranee, sono ampiamente utilizzate in Svizzera. Tuttavia, anche le tecnologie meno utilizzate in Svizzera, come gli impianti geotermici idrotermali come quello di Riehen BL, sono sistemi affermati e collaudati. Città come Monaco di Baviera e Parigi ne dimostrano la praticità.

L'energia geotermica basata su sistemi stimolati a grandi profondità (geotermia petrotermale o EGS), invece, è ancora in fase di sviluppo. Questa tecnologia ha un grande potenziale per generare calore ed elettricità praticamente in tutte le condizioni geologiche.

I dati sono versatili. Sono disponibili come open data e in generale possono essere utilizzati liberamente, a condizione che la fonte sia riconosciuta. Grazie all'interfaccia aperta, i dati definiti in modo specifico possono essere emessi - ad esempio tutte le stazioni di ricarica libere con uno specifico allacciamento entro un raggio di 10 km - e integrati direttamente in altre applicazioni. L'Ufficio federale dell'energia elabora i dati relativi all'infrastruttura pubblica di ricarica su base mensile e li presenta sotto forma di grafici. Gli indicatori possono anche essere utilizzati come open data.

Una pompa di calore acqua/acqua preleva la sua energia dall’acqua di falda o da acque superficiali. Per raggiungere l’acqua di falda si procede a una trivellazione. Un sistema di tubazioni convoglia l’acqua di falda o le acque superficiali alla pompa di calore e restituisce l’acqua raffreddata alla fonte per mezzo di un pozzo di infiltrazione o di un pozzo perdente. L’utilizzo del calore dell’acqua di falda per mezzo di una pompa di calore acqua/acqua è soggetto all’obbligo di concessione e di autorizzazione.

Una pompa di calore salamoia/acqua preleva l’energia geotermica naturale immagazzinata nel sottosuolo, che può essere utilizzata con sonde geotermiche verticali che possono arrivare fino a 500 metri di profondità. Nel sistema di tubazioni sotterranee circola la cosiddetta salamoia, una miscela di acqua e antigelo, che estrae il calore dal sottosuolo e lo trasporta alla pompa di calore. Il sottosuolo raffreddato dalla sonda geotermica viene riscaldato continuamente dall’afflusso di calore naturale, oppure deve essere rigenerato in caso di eccessivo raffreddamento. La trivellazione e l’installazione di una sonda geotermica necessitano di un’autorizzazione ai sensi della legge federale sulla protezione delle acque.

Una pompa di calore aria/acqua utilizza l’aria ambiente come fonte di calore. L’aria ambiente viene aspirata e convogliata alla pompa di calore attraverso apposite condotte, e dopo l’utilizzo l’aria raffreddata viene scaricata nell’ambiente attraverso il medesimo sistema. Il calore prelevato dall’aria ambiente viene ceduto a un sistema di riscaldamento convenzionale o a un impianto di riscaldamento dell’acqua sanitaria. La pompa di calore aria/acqua può essere installata sia nell’edificio che all’esterno.

Il programma SvizzeraEnergia è stato lanciato dal Consiglio federale nel 1991, inizialmente con il nome «Energia 2000». Lo scopo di questo primo strumento della politica energetica svizzera era promuovere l’utilizzo razionale dell’energia nonché le energie rinnovabili attraverso misure volontarie, in collaborazione con il settore pubblico, economico e scientifico e con i partner del settore della formazione, dell’ambiente e del consumo.

Oggi il programma SvizzeraEnergia contribuisce, insieme ad altri strumenti della politica energetica e climatica, all’attuazione della «Strategia energetica 2050». Alcuni progetti sviluppati su iniziativa di SvizzeraEnergia sono i marchi Minergie e Città dell’energia, che nel frattempo si sono affermati anche a livello internazionale.

Il programma SvizzeraEnergia raggruppa sotto un unico tetto le misure volontarie che contribuiscono all’attuazione della strategia energetica nazionale. Queste misure comprendono, tra le altre cose, l’informazione e la consulenza della popolazione in generale e di gruppi target specifici, la formazione e formazione continua dei professionisti che lavorano in settori rilevanti per l’energia nonché la garanzia della qualità per il lancio sul mercato di nuove tecnologie. Con queste misure SvizzeraEnergia intende favorire la penetrazione sul mercato di tecnologie e progetti innovativi che contribuiscono a migliorare l’efficienza energetica nel settore dei carburanti, dei combustibili e dell’elettricità e a diffondere l’uso delle energie rinnovabili.

Rapporto sulle attività 2011-2018

Consulta il rapporto decennale IMPULSE per informazioni sui progetti passati e sui futuri temi prioritari: lasciati ispirare.

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Rapporto decennale di SvizzeraEnergia 2011-2018...

2020-02-27

Le auto elettriche sono più costose al momento dell’acquisto rispetto alle convenizionali automobili con motore a combustione interna alimentate a benzina o a gasolio. Come per numerosi investimenti in tecnologie sostenibili ed energeticamente efficienti, il vantaggio in termini di prezzo si manifesta anche per le auto elettriche solo nei conteggi a lungo termine. Con un prezzo della benzina di CHF 1.60 e un consumo di sette litri ogni 100 km, un’auto con motore a benzina costa CHF 0.11 al chilometro. Con un prezzo dell’elettricità di CHF 0.14 al chilowattora (kWh) (tariffa notturna) e un consumo di 20 kWh ogni 100 km, un’auto con motore elettrico costa circa tre centesimi al chilometro.

Con una percorrenza totale di 200 000 km per tutta la durata di vita dell’auto, ciò equivale a un risparmio di CHF 16 000.- sui costi del carburante, il che rende normalmente più conveniente un’auto elettrica di classe media rispetto a un’auto a benzina della stessa classe.

Entro il 2050 la Svizzera si è posta l’obiettivo di limitare le emissioni di CO2 alla quantità che sarà in grado di assorbire. Per produrre elettricità con un impatto neutro in termini di CO2 il nostro Paese sfrutterà in primo luogo l’energia solare e la forza idrica, visto che dispone già di una vasta infrastruttura idroelettrica. Tuttavia, queste due tecnologie producono elettricità soprattutto nei mesi estivi. Gli impianti eolici, che producono energia principalmente durante la stagione invernale, rappresentano quindi il terzo pilastro dell’approvvigionamento energetico in Svizzera. Essi possono contribuire ad aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento durante i mesi invernali, affrancando così la Svizzera dalle importazioni di elettricità dall’estero.

La quantità di elettricità prodotta da una turbina eolica dipende in misura determinante dalle sue dimensioni. Un impianto moderno con un’altezza superiore ai 150 metri e una lunghezza delle pale di circa 50 metri è in grado di fornire elettricità sufficiente per un villaggio con una popolazione di 4 500 abitanti, ripartiti in circa 2 000 economie domestiche. Se si volesse coprire il fabbisogno dello stesso villaggio con elettricità di origine solare sarebbe necessario un impianto fotovoltaico con una superficie pari a sei campi da calcio.

Secondo l’unico studio svizzero in materia, condotto nel Canton Giura su turbine eoliche alte 150 metri, sono soprattutto i piccoli uccelli migratori ad essere abbattuti dalle pale eoliche. Durante il periodo in esame non sono state registrate collisioni di rapaci. Ogni anno gli impianti eolici hanno causato la morte di 21 volatili per turbina. Sull’intero territorio svizzero nel 2020 si contavano 37 turbine di queste dimensioni. A titolo di confronto: secondo la stazione ornitologica svizzera Vogelwarte ogni anno diversi milioni di volatili muoiono a seguito della collisione con una vetrata, mentre il numero di volatili uccisi dai gatti si aggira intorno ai 2 milioni, e a seconda della fonte il numero di uccelli uccisi da felini può essere addirittura fino a 30 volte superiore! Secondo Birdlife International il cambiamento climatico rappresenta una minaccia per il 75 per cento delle specie di volatili. Le turbine eoliche, che producono elettricità con un bilancio neutro di CO2, contribuiscono a rallentare e mitigare i cambiamenti climatici. Un’accurata progettazione dell’impianto eolico permette di ridurre il numero di collisioni, tutelando al tempo stesso la fauna avicola dalle conseguenze del cambiamento climatico.

SvizzeraEnergia interviene dopo le fasi di ricerca applicata e sviluppo e dopo la realizzazione di progetti pilota e dimostrativi. Lo scopo del programma è contribuire a lanciare sul mercato le tecnologie e i progetti innovativi nei settori dell’efficienza energetica e/o delle energie rinnovabili. Per saperne di più consulta la pagina Panoramica sulla promozione dell'innovazione energetica (admin.ch).

La bioenergia è rinnovabile al 100% perché proviene da materie prime rigenerabili, che spesso sono anche prodotti di scarto. Inoltre il CO2 rilasciato nell’atmosfera durante la trasformazione della biomassa è pari a quello assorbito dalle piante durante la crescita. Questo significa che, alla fine dei conti, le emissioni di CO2 sono molto ridotte e sono prodotte solo dagli impianti e dai brevi tragitti necessari per il trasporto. Produrre energia a partire dalla biomassa permette di chiudere i cicli delle materie prime. Al termine del processo di trasformazione rimangono infatti ancora dei residui di materiale organico e numerose sostanze nutrienti preziose, che possono essere impiegati come concime nell’agricoltura. Inoltre, la produzione di energia da biomassa permette di creare posti di lavoro a livello locale. A differenza di altre energie rinnovabili, l’energia ricavata da biomassa può essere prodotta, e anche accumulata, in qualsiasi momento.

Rispetto alle altre fonti di energia, gli impianti idroelettrici producono meno gas serra e più energia per ogni kilowattora di elettricità prodotta. Per energia grigia si intende l’energia usata per i materiali edili, la costruzione, il funzionamento e lo smantellamento degli impianti idroelettrici. Le centrali ad acqua fluente, ovvero gli impianti che sfruttano direttamente la corrente dei fiumi, producono 80 volte più energia rispetto al proprio fabbisogno. Gli impianti ad accumulazione, invece, non hanno un bilancio così positivo a causa delle dighe, ma anche loro producono circa 60 volte più energia di quanta ne consumano. Il grande vantaggio degli impianti ad accumulazione è che sono in grado di produrre energia proprio quando i consumi sono elevati e la produzione è ridotta, ad esempio dopo il tramonto, in una serata con poco vento.

Migliorando l’isolamento del pavimento o del soffitto della cantina il consumo energetico si riduce del 5-10%. Trovi ulteriori informazioni sulla coibentazione termica degli edifici nella guida «Rinnovare gli edifici – dimezzare il consumo di energia» e nell’opuscolo «Risanamenti energetici» più particolareggiato.

Migliorando la coibentazione del tetto e del pavimento del sottotetto è possibile risparmiare dal 10 al 20% sui costi energetici. Trovi ulteriori informazioni per l’isolamento degli edifici nella guida «Rinnovare gli edifici – dimezzare il consumo di energia» e nell’opuscolo «Risanamenti energetici» più particolareggiato.

Per scoprire se nella tua zona esiste una rete di teleriscaldamento, usa la maschera di ricerca che trovi alla domanda 4. Per sapere tutto in merito alle reti di teleriscaldamento in fase di progettazione, puoi rivolgerti al tuo Comune o all’amministrazione cittadina.

Esistono vari programmi di incentivazione per i sistemi di riscaldamento a energia rinnovabile, ad esempio da parte dei Cantoni, di Energia 360°, Energia Futuro Svizzera o di myclimate. Trovi una panoramica di tutti i programmi di incentivazione esistenti nel tuo Comune sul sito Promozione di misure. Inoltre nella maggior parte dei Cantoni esistono Prima consulenzagratuite o a tariffe agevolate: nel corso di un sopralluogo una persona esperta ti consiglia su come sostituire il tuo impianto di riscaldamento a energia fossile, fornendoti anche informazioni sui vari programmi di incentivazione.

L’UFE si assume fino al 40 per cento dei costi

  • per le analisi dettagliate dei sistemi d’azionamento con una potenza nominale superiore a 10 kW, al massimo 15 000 franchi per azienda;

  • per l’accompagnamento durante la fase di attuazione delle misure di efficienza energetica, al massimo 1 000 franchi per azienda.

Entrambi gli importi sono esenti da IVA. Le aziende che partecipano al programma non sono tenute ad attuare le misure di efficienza energetica.

A capo del programma SvizzeraEnergia c’è l’Ufficio federale dell’ambiente (UFE), che sottostà al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC).

Il segretariato di SvizzeraEnergia, che si occupa dell’attività operativa del programma, è integrato nella Divisione Efficienza energetica e Energie rinnovabili (AEE) dell’Ufficio federale dell’energia. La direzione del programma nonché l’orientamento strategico di SvizzeraEnergia sono affidati alla direzione dell’AEE.

Nel 2012 la Svizzera ha introdotto, analogamente all’Unione europea, delle prescrizioni sulle emissioni di CO2 per le automobili nuove. In virtù di tale normativa, gli importatori svizzeri sono tenuti a ridurre le emissioni di CO2 delle automobili immatricolate per la prima volta in Svizzera. Concretamente, l’obiettivo era quello di ridurre le emissioni di CO2 entro il 2015 mediamente a 130 g/km ed entro la fine del 2020 a 95 g/km. A partire dal 2020 sono inoltre in vigore le prescrizioni sulle emissioni di CO2 per autofurgoni e trattori a sella leggeri. Gli importatori di autofurgoni e trattori a sella leggeri sono stati obbligati a ridurre le emissioni di CO2 della propria flotta veicolare mediamente a 147 g/km.      

Dal 2021, tenendo conto della procedura di prova WLTP più realistica, questi valori target sono pari a 118 g/km per le automobili nuove e a 186 g/km per i trattori a sella leggeri. 

Sulla base di questi valori target la flotta di ogni importatore dovrà rispettare i propri obiettivi. Se si supereranno tali valori, si applicherà una sanzione.

Il programma ProAnalySys si rivolge alle aziende del settore dell’industria e dei servizi che hanno un consumo annuo di elettricità superiore a 0,5 GWh. Possono partecipare al programma anche le aziende con un consumo annuo inferiore a 0,5 GWh, se hanno diversi sistemi d’azionamento nei loro processi industriali o nelle loro strutture e se dimostrano di aver eseguito un’analisi del potenziale di risparmio.

Gli impianti rotanti e di movimentazione si usano per molteplici applicazioni, principalmente però nei seguenti settori: industria alimentare, chimica, tessile e del legno, per la lavorazione della pietra, dei metalli e della plastica, la depurazione delle acque reflue, nelle tipografie e nel settore terziario (ad es. settore alberghiero, centri commerciali, logistici, di smistamento).

I tre principali campi d’applicazione degli impianti rotanti e di movimentazione sono:

  • tecnologia di produzione: modifica della geometria di un pezzo in lavorazione;

  • tecnologia dei processi: modifica delle caratteristiche di un pezzo in lavorazione;

  • tecnologia di movimentazione: modifica della posizione di un pezzo in lavorazione.

SvizzeraEnergia non elargisce borse di studio per le singole offerte di formazione, ma sostiene direttamente gli organizzatori dei corsi di formazione. Cerca l’offerta che fa al caso tuo alla pagina Offerte di perfezionamento professionale.

Per piccoli impianti idroelettrici si intendono tutte le centrali idroelettriche di piccole dimensioni, ovvero quelle con una potenza inferiore a 10 MW. Grazie alle dimensioni ridotte, questi impianti hanno un impatto sull’ambiente limitato e circoscritto a livello locale. Inoltre creano posti di lavoro nelle regioni periferiche e producono energia elettrica in modo decentrato e uniforme. In Svizzera ci sono più di 1 000 impianti idroelettrici di piccole dimensioni. Insieme, questi impianti generano il 10% dell’intera produzione di energia idroelettrica in Svizzera.

Nel 2019 gli impianti idroelettrici svizzeri hanno prodotto 36,5 TWh di energia elettrica, pari al 57 % della produzione totale di energia, per un valore di oltre 1,8 miliardi di franchi. I Comuni hanno guadagnato oltre 500 milioni di franchi per aver concesso agli impianti idroelettrici il diritto di sfruttare le proprie risorse idriche.

Di certo non in Svizzera. Possono insorgere dei conflitti con il settore alimentare se si coltivano le piante usate per la produzione di energia (le cosiddette piante energetiche) su superfici adatte alla produzione alimentare. Non è il caso in Svizzera, perché per produrre energia da biomassa si utilizzano principalmente rifiuti organici o legno boschivo. La Svizzera attribuisce molta importanza all’uso efficiente della biomassa: significa che la biomassa può essere usata per la produzione di energia solo dopo essere stata impiegata prima come alimento, foraggio oppure materiale da costruzione. Questo principio è sancito nella Strategia sulla biomassa della Confederazione.

A partire dai rifiuti organici rigenerabili, che rientrano nella categoria della biomassa, si può produrre elettricità, calore e carburante, ovvero bioenergia. Il biogas, ad esempio, si ottiene dalla fermentazione di biomassa non legnosa. Nelle centrali termoelettriche a blocco (CTEB) il biogas può essere trasformato in calore e energia elettrica. Il biogas può anche essere trasformato in biometano e usato come carburante. Anche il bioetanolo e il biodiesel possono essere usati come carburante. Il bioetanolo viene ricavato da biomasse che contengono zuccheri o amidi, come la canna da zucchero, le patate o il mais. Il biodiesel, invece, viene prodotto a partire da una biomassa oleaginosa, come l’olio per friggere esausto o grassi animali. Un altro modo per trasformare la biomassa in energia è la combustione degli scarti legnosi. Il calore generato dalla combustione può essere immesso in una rete di teleriscaldamento oppure può essere convertito in vapore in una centrale termoelettrica a blocco. Il vapore muove le turbine, producendo elettricità.

Nel 2019 l’energia ricavata da biomassa ha permesso di coprire quasi il 7% del fabbisogno energetico complessivo in Svizzera, inteso come elettricità, calore e carburante. La maggior parte dell’energia da biomassa è stata ricavata dalla combustione del legno, che ha coperto il 4,7% del fabbisogno energetico complessivo con la produzione di calore ed elettricità. Anche la valorizzazione dei rifiuti industriali ha consentito di produrre una quantità considerevole di energia a partire da biomassa: ad esempio i fanghi di depurazione o gli scarti di lavorazione della carta, con una quota dell’1,4 %, oppure i carburanti prodotti a partire da biomassa, con una quota di poco inferiore all’1%.

L’etichetta pneumatici fornisce informazioni in merito ai fattori di seguito elencati.

  • Resistenza al rotolamento: minore è la resistenza al rotolamento, più bassi saranno il consumo di carburante e le emissioni di CO2. Il livello di efficienza è indicato in una scala da A a G, dove A esprime la prestazione migliore e G quella peggiore. Scegliendo un pneumatico della classe di efficienza energetica immediatamente superiore, ad es. B anziché C, il consumo di carburante della tua auto si ridurrà di fino a 0,1 l/100 km. 

  • Aderenza sul bagnato: l’aderenza sul bagnato di un pneumatico è un fattore cruciale per la sicurezza. Il divario tra classe massima e minima è notevole. A una velocità di 80 km/h lo spazio di frenata può ridursi fino a un massimo di 18 metri a seconda del tipo di veicolo.

  • Rumorosità di rotolamento: la rumorosità di rotolamento dei pneumatici è raffigurata da una, due o tre onde sonore ed è espressa in decibel (dB). Usando pneumatici silenziosi è possibile dimezzare le emissioni sonore.

Tutte le basi legali e altre informazioni complementari si trovano sul sito web dell’Ufficio federale dell’energia.

Oltre alle informazioni di base sul veicolo, l’etichetta energia contiene i seguenti dati:

  • consumo di carburante in litri o kWh per 100 chilometri

  • emissioni di CO2 espresse in grammi al chilometro (in relazione all’obiettivo di tutti i veicoli nuovi venduti)

  • categoria di efficienza energetica da A a G

Altre informazioni in merito all’etichetta energia e all’attuale offerta di mercato si trovano nel Catalogo dei consumidi SvizzeraEnergia e TCS.

No. SvizzeraEnergia è un programma federale e stanzia contributi solo per progetti realizzati in Svizzera.

I contributi di promozione possono coprire al massimo il 40 per cento del costo totale del progetto. Significa che i partner coinvolti nel progetto devono provvedere al restante 60 per cento, eventualmente attraverso contributi di terzi.

Sì. La combinazione di impianti fotovoltaici e pompe di calore presenta il grande vantaggio di poter utilizzare e immagazzinare in modo ottimale l’energia solare prodotta. Dal punto di vista economico conviene consumare quanto più possibile in proprio l’energia solare. In tal modo è possibile risparmiare sui costi della rete elettrica. La pompa di calore può essere impostata in modo da consumare l’elettricità e immagazzinarla sotto forma di calore nell’acqua calda sanitaria o nell’edificio stesso proprio quando il sole splende più forte. In tal modo potrai risparmiare sui costi e sgravare la rete elettrica.

Il fabbisogno di acqua calda sanitaria in bagno e in cucina è pressoché costante in tutto l’arco dell’anno. Con un piccolo impianto solare è possibile ricavare dall’energia del sole il calore necessario per produrre gran parte dell’acqua calda sanitaria. D’estate l’impianto copre quasi l’intero fabbisogno, d’inverno solo una piccola parte. Con impianti un po’ più grandi è anche possibile riscaldare la casa con l’energia solare termica: d’inverno contribuisce solo in minima parte alla produzione di acqua calda sanitaria e al riscaldamento, mentre in autunno e in primavera vi contribuisce in misura maggiore e d’estate copre l’intero fabbisogno di acqua calda sanitaria. Chi abita in una vecchia casa con un impianto di riscaldamento a gas o a gasolio, ad esempio, può ridurre il consumo di combustibile generalmente del 20-30%, mentre nelle nuove costruzioni il risparmio può salire anche al 50%.

Gli impianti fotovoltaici più diffusi sono fatti principalmente di vetro, alluminio, silicio e materie plastiche, la cui disponibilità è indiscutibilmente elevata. Tra i suoi componenti vi è anche l’argento, un metallo che invece è disponibile solo in misura limitata. Pertanto sono allo studio soluzioni volte a ridurre il consumo di argento o per sostituirlo interamente con il rame, che è disponibile in grandi quantità ed è riciclabile al 100%. Così la percentuale di argento negli impianti fotovoltaici è diminuita di quasi cinque volte e la tendenza è in ulteriore calo. Stando alle attuali ricerche e in considerazione delle prime startup, si può presupporre che in futuro gli impianti fotovoltaici saranno del tutto privi di argento e potranno pertanto essere fabbricati senza materie prime disponibili in misura limitata.

Per una famiglia di quattro persone con un consumo annuo di elettricità di 4500 kWh (4,5 Mwh) e un impianto fotovoltaico con una potenza compresa tra 3 e 6 kWp, è adatto un accumulatore a batteria con una capacità di accumulo da 4 a 6 kWh (dimensioni approssimative di un piccolo frigorifero). Esso permette di aumentare il consumo proprio dal 30 al 70%.

I prezzi correnti degli accumulatori per una casa unifamiliare, considerando la durata di vita, comportano costi di accumulo da circa 7 a 65 ct./kWh nel caso di accumulatori a ioni di litio e costi più elevati nel caso di batterie al piombo. A questi si aggiunge il valore dell’elettricità solare, di circa 7 ct. (ovvero il prezzo che si otterrebbe per l’immissione dell’elettricità prodotta nella rete elettrica). Ciò significa che l’elettricità prelevata di sera dall’accumulatore costa dai 14 ai 72 ct./kWh. Le soluzioni con accumulatore non sono quindi ancora economiche o appena al limite dell’economicità. Tuttavia, nei prossimi anni questo potrebbe cambiare grazie alle ulteriori riduzioni dei prezzi degli accumulatori.

Il Programma Edifici, promosso dalla Confederazione e dai Cantoni, prevede incentivi finanziari a livello nazionale per migliorare la coibentazione termica del tuo edificio e nella maggior parte dei Cantoni se opti per un impianto di riscaldamento alimentato da vettori energetici rinnovabili, come ad esempio pompe di calore, pannelli solari o caldaie a legna. Trovi informazioni esaurienti e il link al programma d’incentivazione del tuo Cantone sul sito del Il Programma Edifici. Oltre agli aiuti della Confederazione e dei Cantoni esiste poi tutta una serie di altre possibilità d’incentivazione da parte dei Comuni, dei fornitori di energia e delle banche. Trovi una visione d’insieme specifica per la località in cui risiedi sul sito Promozione di misure.

Per sostituire il tuo impianto di riscaldamento a gasolio ci sono varie forme di energia rinnovabile che potrebbero fare al caso tuo. Una possibilità è quella di allacciarti a una rete di teleriscaldamento purché ce ne sia una nella zona in cui abiti. È possibile anche installare un riscaldamento a pompa di calore. Le pompe di calore prelevano il calore dall’aria, dal suolo o dalle acque di falda. Una terza possibilità sarebbe un riscaldamento a legna, dove il calore viene ricavato da ceppi di legna, cippato o pellet. Infine, per riscaldare l’edificio si può utilizzare anche l’energia solare. Trovi ulteriori informazioni in merito, vantaggi e svantaggi e i prezzi dei vari sistemi di riscaldamento a energia rinnovabile sul sito calore rinnovabile.

Per effettuare questo calcolo utilizzate il Calcolatore dei costi di riscaldamento. Se sostituite il vostro riscaldamento fossile con l’allacciamento a una rete di teleriscaldamento, lungo un periodo di 20 anni potete ottenere risparmi fino al 16%. In più, il teleriscaldamento praticamente non subisce variazioni di prezzo, poiché sfruttando vettori energetici rinnovabili locali quali legna, rifiuti o calore residuo, raramente è soggetto a oscillazioni dei corsi in borsa. In tal modo potete preventivare al meglio le spese e non rischiate brutte sorprese. Inoltre non dovete preoccuparvi di revisioni, assistenza relativa alla cisterna o al combustibile né spazzacamino.

È vero che riscaldare con pompe di calore è leggermente più costoso in termini d’investimento rispetto, ad esempio, alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento a energia fossile con un sistema analogo, ma i costi energetici e d’esercizio sono inferiori, poiché oltre due terzi dell’energia provengono dall’ambiente. Questo risulta evidente nel conteggio. Inoltre la sicurezza dell’approvvigionamento è garantita durante tutto l’anno e la sorgente di calore non è soggetta a oscillazioni di prezzo. I sistemi basati su pompe di calore durano almeno 20 anni. Hai quindi la possibilità di preventivarne bene le spese e non rischi brutte sorprese nella bolletta del riscaldamento.

Per effettuare questo calcolo utilizza il Calcolatore dei costi di riscaldamento. Se sostituirai il tuo impianto di riscaldamento a energia fossile con una pompa di calore energeticamente efficiente, nell’arco di 20 anni potrai ottenere risparmi economici fra il 10 e il 30%.

La pompa di calore utilizza il calore dell’aria ambiente, del suolo (sonda geotermica a una profondità da 200 a 400 metri o collettori geotermici orizzontali a circa 1,5 metri di profondità), delle acque di falda o di un corpo d’acqua superficiale. Tale quantità di calore è sufficiente per far evaporare un refrigerante liquido che circola in un circuito chiuso. Un compressore comprime il vapore e con la pressione sale anche la temperatura. Il calore così generato viene ceduto all’acqua che circola nell’impianto di riscaldamento di casa. A seguito della cessione di calore, il refrigerante torna allo stato liquido, rifluisce verso la sorgente di calore e il processo può ripetersi.

La pompa di calore necessita sì di elettricità, ma genera una quantità di energia termica da tre a cinque volte maggiore. Per un funzionamento a impatto completamente neutro sul CO2, è necessaria elettricità da fonti rinnovabili, come ad esempio quella solare.

Un’automobile sta ferma in media 23 ore al giorno. Dunque le batterie delle auto elettriche possono essere caricate nottetempo a casa o durante il giorno presso il luogo di lavoro. In alternativa puoi anche usufruire dell’infrastruttura di ricarica pubblica. La Svizzera vanta una delle reti di stazioni di ricarica pubbliche per auto elettriche più capillare d’Europa. Sul sito ich-tanke-strom.ch trovi una panoramica completa delle stazioni di ricarica pubbliche per auto elettriche dislocate su tutto il territorio nazionale. Puoi vedere in tempo reale quali stazioni di ricarica sono attualmente disponibili.

L’autonomia delle moderne auto elettriche varia, a seconda del modello e della capacità della batteria, tra i 200 e i 600 km. Ad ogni modo, l’autonomia dipende anche dalle condizioni meteo, dalla topografia, dallo stile di guida e dal peso dell’auto. Il tragitto medio casa-lavoro in Svizzera è di 30-40 km. Già oggi le autonomie delle auto elettriche sono dunque più che sufficienti per soddisfare la maggior parte delle esigenze di tutti i giorni.

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