100 MW
Attualmente il più grande centro di calcolo in Svizzera è previsto a Volketswil, nel Canton Zurigo; disporrà di una capacità di connessione prossima ai 100 MW. Ciò corrisponde circa alla potenza di una piccola centrale idroelettrica.
Per Comuni e Cantoni, la costruzione di un centro di calcolo è nel contempo un’opportunità e una sfida. Le informazioni seguenti illustrano come prepararsi a progetti di questo tipo e trarne beneficio.

L’elevato consumo di elettricità e il calore residuo riutilizzabile fa dei centri di calcolo un fattore rilevante nella politica energetica. Ciò presenta per Cantoni e Comuni sfide notevoli.
Attualmente il più grande centro di calcolo in Svizzera è previsto a Volketswil, nel Canton Zurigo; disporrà di una capacità di connessione prossima ai 100 MW. Ciò corrisponde circa alla potenza di una piccola centrale idroelettrica.
Il centro di calcolo di Beringen, a pieno regime, potrebbe consumare ogni anno fino al 75 % del fabbisogno annuale di elettricità del Canton Sciaffusa.
Dal punto di vista tecnico, è possibile utilizzare sotto forma di calore residuo fino all’80 % dell’elettricità consumata da un centro di calcolo; per esempio, per fornire energia di riscaldamento ecologica alle economie domestiche, tramite una rete di teleriscaldamento.
I Cantoni e i Comuni dispongono di numerosi strumenti per influire già durante la progettazione sull’efficienza energetica, sul consumo di spazio e sull’utilizzo di calore residuo dei centri di calcolo, sfruttando così importanti fonti di energia senza combustibili fossili.
Comuni e Cantoni possono stabilire requisiti relativi all'efficienza energetica e all’utilizzo del calore residuo dei centri di calcolo. Tali requisiti possono essere sanciti nella legge cantonale sull’energia, nella legge edilizia e negli strumenti di pianificazione territoriale (vedere capitolo «Progettazione»). Dal momento che i processi legislativi in Svizzera durano diversi anni, le modifiche devono avvenire prima possibile. Quando arriva una domanda di costruzione per un centro di calcolo, è troppo tardi per adeguare le basi legali.
In qualità di Comune o Cantone, includi prima possibile nella pianificazione energetica del territorio il potenziale di calore residuo di un centro di calcolo progettato. A tale scopo, i centri di calcolo vanno contrassegnati nei piani direttori e nel catasto impianti termici come fonti importanti di calore residuo. Ciò semplifica l’utilizzo di calore residuo nella pianificazione di nuovi progetti di costruzione. Inoltre, i Comuni possono stabilire in modo mirato nel piano energetico le aree in cui è possibile l’approvvigionamento con calore residuo.
In qualità di Comune interessato, contatta tempestivamente i committenti del centro di calcolo pianificato e sostienili nella pianificazione successiva. Collaborando fin dall’inizio è possibile partecipare attivamente allo sviluppo del progetto e trattare gli aspetti rilevanti. È inoltre possibile valutare in anticipo le opportunità di utilizzo del calore residuo.
Informando attivamente la popolazione locale, affrontando per tempo eventuali riserve e, se necessario, consultando una figura esperta, è possibile evitare molti conflitti. Una comunicazione aperta è fondamentale per il consenso sociale verso progetti di questo tipo.
Comuni e Cantoni possono contribuire a individuare un gestore di rete affidabile in grado di acquisire il calore residuo. Un gestore di rete affidabile è importante per far sì che i clienti finali acconsentano a una rete di teleriscaldamento. Comuni e Cantoni possono contribuire attivamente alla creazione di reti. Prima gli attori rilevanti si collegheranno in rete e più sarà semplice ed efficiente utilizzare il calore residuo per l’approvvigionamento energetico comunale.
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La Svizzera è tra i Paesi con il maggior numero di centri di calcolo pro capite di tutta l’Europa. La stabilità politica, gli standard elevati in materia di sicurezza dei dati e l’infrastruttura elettrica affidabile fanno della Svizzera una sede interessante per i centri di calcolo. Oggi le aziende nazionali e internazionali gestiscono già quasi 120 centri di calcolo commerciali con una potenza compresa tra 2 e 20 MW. Il mercato è in continua espansione; numerosi grandi centri di calcolo sono in fase di costruzione o progettazione. La rapida crescita della digitalizzazione incrementa il fabbisogno di capacità di connessione: nei nuovi centri di calcolo, può raggiungere i 100 MW.
Ipotesi: PUE = 1,2; massimo sfruttamento del centro di calcolo = 40 %; WUE = 580 m3/GWh di consumo energetico dei dispositivi informatici (media UE); percentuale di calore residuo utilizzabile = 47 %. Si noti che il calore residuo generato dai centri di calcolo ha una temperatura bassa (tra i 25 e i 40 °C) e viene prodotto in misura costante durante tutto l’anno. Per massimizzare la percentuale utilizzabile servono utenti che necessitino di una quantità di calore costante, come i clienti industriali, oppure un accumulatore termico stagionale.
La costruzione di un centro di calcolo commerciale influisce notevolmente sul Comune e sul Cantone interessato. Un nuovo centro di calcolo può creare opportunità di lavoro, generare ulteriori entrate fiscali e accrescere l’attrattiva di una sede. D’altro canto, influisce anche sulle infrastrutture comunali e sull’approvvigionamento energetico. I punti principali sono i seguenti:
Rete elettrica: un centro di calcolo necessita di una rete elettrica solida e affidabile e di un allacciamento potente. I centri di calcolo convenzionali hanno la capacità di connessione compresa tra 2 e 20 MW; i centri di calcolo abilitati all’intelligenza artificiale richiedono fino a 200 MW. A seconda delle dimensioni del Comune e del cantone interessato, ciò costituisce una parte notevole del fabbisogno elettrico comunale e cantonale. Di conseguenza, talvolta è necessario potenziare l’infrastruttura elettrica, per esempio costruendo una nuova sottostazione a cura del gestore della rete di distribuzione competente.
Approvvigionamento idrico: dal punto di vista energetico, il raffreddamento ad acqua dei sistemi informatici è più efficiente di quello ad aria. Il consumo idrico annuale, tuttavia, a seconda del sistema di raffreddamento, può raggiungere i 1 500 m³ per GWh di consumo energetico di sistemi informatici, poiché richiede talvolta il potenziamento adeguato delle infrastrutture e un contratto speciale di fornitura idrica. Pertanto, per un Comune può essere conveniente trattare il tema del fabbisogno idrico nel permesso di costruzione.
Utilizzo del calore residuo: secondo uno studio dell’UFE, in teoria è possibile sfruttare fino all’80% del consumo elettrico di un centro di calcolo come calore residuo. Ciò offre a Comuni e Cantoni l’opportunità di ideare progetti energetici sostenibili, per esempio impiegando il calore residuo senza combustibili fossili per una rete di teleriscaldamento. Conformemente agli obiettivi climatici della Svizzera, tutte le parti coinvolte devono cercare di utilizzare il più possibile il calore residuo.
Gruppi per l’alimentazione di emergenza: i centri di calcolo sono dotati di generatori diesel che garantiscono un approvvigionamento di emergenza in loco in caso di interruzione della rete elettrica. I generatori, inoltre, possono contribuire alla riserva invernale della Confederazione. Comuni e Cantoni devono informare i gestori dei gruppi per l’alimentazione di emergenza riguardo a questa possibilità.
Quando è prevista la costruzione di un centro di calcolo, spesso i Cantoni e i Comuni lo vengono a sapere tardivamente. Poiché non vengono coinvolti fin dall’inizio nella pianificazione, sfruttare le opportunità diventa più difficile. Per esempio, nell’ambito di un progetto, un eventuale sfruttamento del calore residuo andrebbe chiarito prima possibile; ma se non si coinvolge la mano pubblica, ciò spesso passa in secondo piano. È opportuno che i Cantoni e i Comuni avviino un dialogo con le agenzie cantonali per la promozione economica e con i fornitori regionali di energia. Spesso, infatti, questi organi sono informati in anticipo riguardo ai progetti di centri di calcolo.
I Cantoni e i Comuni possono così prepararsi alle sfide e alle opportunità legate alla realizzazione di un centro di calcolo sul loro territorio. Per influire positivamente sulla progettazione, sulla costruzione e sulla gestione del centro di calcolo, hanno a disposizione vari approcci risolutivi. Di seguito sono illustrati gli strumenti più importanti con esempi di applicazione.
I seguenti strumenti permettono ai Cantoni e ai Comuni di definire le condizioni necessarie per una progettazione efficace dei centri di calcolo e per sfruttare il più possibile il calore residuo.
I Cantoni possono stabilire nelle rispettive leggi sull’energia i requisiti di efficienza energetica e l’utilizzo del calore residuo generato dai centri di calcolo. Il modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC) contiene proposte concrete di legge sullo sfruttamento del calore residuo. Conformemente alla versione del 2025, le aziende che non impiegano internamente un quantitativo di calore residuo superiore a 2 GWh all’anno devono metterlo a disposizione di terzi al costo di produzione (MoPEC 2025, art. 1.18).
L’ordinanza sull’energia del Canton Vaud stabilisce che il calore residuo generato da un edificio, in particolare quello derivante dalla refrigerazione e dai processi commerciali e industriali, deve essere utilizzato in modo proporzionato (RLVLEne, articolo 48). A sostegno di ciò, il catasto cantonale degli impianti termici, accessibile al pubblico, elenca le grandi fonti di calore residuo adatte all’utilizzo in reti di riscaldamento o raffreddamento. Questi dati possono essere utilizzati per elaborare dei piani energetici.
La legge sull’energia del Canton Sciaffusa (SHR 730.100, art. 23) stabilisce requisiti rigorosi per le aziende che generano grandi quantità di calore residuo: se non possono utilizzare autonomamente più di 2 GWh all’anno, devono mettere a disposizione questo calore a terzi in forma adeguata, purché ciò sia tecnicamente ed economicamente possibile. A tutela degli acquirenti, il Cantone può garantire prestiti per la realizzazione di una fonte sostitutiva per i casi in cui una fonte di calore residuo dovesse inaspettatamente cessare di funzionare.
Inoltre, i nuovi edifici che producono un surplus di calore residuo devono sfruttare l’intero potenziale per generare elettricità solare e possono acquistare esclusivamente energia elettrica da fonti rinnovabili; inoltre, potrebbero valere altri requisiti di efficienza energetica.
Qualora il Piano direttore cantonale individui impianti o zone industriali con potenziale di calore residuo, è possibile tenerne conto nella pianificazione energetica del territorio.
Il Piano direttore del Canton Zurigo stabilisce, in particolare sulla base delle relative disposizioni cantonali (vedere più avanti la legge edilizia cantonale), principi vincolanti per le autorità riguardo all’utilizzo razionale e sostenibile delle fonti energetiche (Piano direttore cantonale, sezione 5.4). Le autorità sono inoltre tenute a identificare nei piani direttori regionali gli impianti con un potenziale di calore residuo superiore a 5 GWh all’anno. Ciò corrisponde al potenziale dei centri di calcolo di piccole e medie dimensioni.
Il potenziale di calore residuo dei centri di calcolo va considerato nell’ambito della pianificazione energetica del territorio per un Comune o una regione. Lo propongono, ad esempio, i Cantoni Berna, Turgovia e Vaud nelle loro linee guida per l’elaborazione di un piano direttore comunale sull’energia.
La città di Berna valuta il potenziale di calore residuo dei centri di calcolo sul territorio urbano e contatta attivamente potenziali acquirenti (Piano direttore energia Città di Berna, Schede misure, misure 28R e 36). La città di Winterthur ha incluso direttamente il potenziale di calore residuo del centro di calcolo «Vantage» del quartiere Neuhegi nella pianificazione della rete urbana di teleriscaldamento.
Anche le disposizioni cantonali in materia di diritto edilizio o pianificazione territoriale possono prevedere requisiti specifici per l’utilizzo del calore residuo.
Il Regolamento speciale I in materia di edilizia del Canton Zurigo stabilisce che il calore residuo prodotto da un edificio, in particolare quello derivante dalla refrigerazione o da processi industriali o commerciali, debba essere utilizzato, laddove ciò sia possibile sul piano tecnico, operativo ed economico. Se, in caso di nuove costruzioni o di edifici esistenti, in seguito a ristrutturazioni e trasformazioni della refrigerazione, il calore residuo non può essere impiegato in loco per una quantità annuale superiore a 2 GWh, è necessario metterlo a disposizione di terzi al prezzo di costo (art. 30a BBV I).
Come possono procedere Cantoni e Comuni in un progetto per un centro di calcolo? Quali sono i compiti che ne derivano e come possono essere svolti?
La progettazione di un centro di calcolo può essere accolta dalla popolazione in modo critico, per esempio a causa dell’elevato fabbisogno di elettricità e acqua, dell’impatto costruttivo e logistico, degli eventuali investimenti per l’infrastruttura energetica di proprietà della mano pubblica (come la realizzazione di una nuova sottostazione) o delle ripercussioni sul paesaggio locale. Si consiglia pertanto di organizzare uno o più eventi informativi, possibilmente con la partecipazione del gestore del centro di calcolo e del fornitore di energia. Ciò permette di accogliere eventuali perplessità e, se possibile, di dissiparle. La popolazione deve essere informata in modo trasparente sulle sfide che un tale progetto comporta, ma anche sulle opportunità che può offrire. Se è già noto come verrà utilizzato il calore residuo, va presentato anche questo argomento.
Il servizio cantonale dell’energia è di norma il primo punto di informazione per i Comuni per questioni relative a un progetto per un centro di calcolo. SvizzeraEnergia può fornire supporto su determinate questioni; può ad esempio organizzare figure esperte per consulenze ai Comuni o ai Cantoni, ed eventualmente partecipare a eventi informativi. Un sostegno finanziario per progetti di reti di teleriscaldamento o studi di fattibilità è eventualmente possibile tramite programmi di incentivazione esistenti (Programma edifici) o contributi speciali dei Cantone.
Dall’entrata in vigore della legge sul clima e l’innovazione della Confederazione, i gestori di reti termiche possono richiedere presso l’Ufficio federale dell’energia una copertura dei rischi. Tale copertura riduce i rischi in caso di limitazione o interruzione della produzione di calore, ammonta a un massimo di 5 milioni di franchi e copre fino alla metà del danno finanziario subito. Questa misura rende più attraente l’utilizzo del calore residuo dei centri di calcolo. I Comuni dovrebbero quindi informare i gestori di reti di teleriscaldamento riguardo a questo nuovo strumento.
Nella progettazione di una nuova costruzione, i Cantoni e i Comuni possono connettere tra loro gli attori rilevanti. Oltre alla società che gestisce il centro di calcolo, sono coinvolti per esempio il gestore locale della rete di distribuzione, diverse autorità (di autorizzazione), specialisti di progettazione e, non ultimi, i gestori di reti termiche (riscaldamento locale e teleriscaldamento) o i responsabili dello sviluppo di aree circostanti. Nell’ambito di un progetto, prima avviene lo scambio tra questi attori e maggiore è la possibilità di sfruttare appieno il potenziale del calore residuo o degli impianti di alimentazione di emergenza a supporto della rete.
Qualora vengano informati che sul loro territorio si sta valutando o progettando la costruzione di un centro di calcolo, i Cantoni o i Comuni dovrebbero contattare di propria iniziativa i responsabili dello sviluppo del progetto o i gestori del centro di calcolo. Per esempio, possono aiutare a creare reti con gli attori rilevanti, segnalare aspetti importanti e strumenti che favoriscono l’efficienza energetica e il recupero del calore residuo, nonché prescrizioni giuridiche (vedere capitolo precedente «Progettazione»); se del caso, possono anche organizzare congiuntamente un evento informativo per la popolazione. Una collaborazione attiva accresce la probabilità di realizzare un centro di calcolo efficiente, utilizzando il calore residuo in modo ottimale ed eventualmente integrando l’impianto di alimentazione di emergenza a supporto della rete.
Nel pianificare un centro di calcolo bisogna valutare se lo stoccaggio dei combustibili per l’impianto di alimentazione (per esempio, generatori diesel) comporta rischi per l’ambiente. Conformemente all’Ordinanza concernente l’esame dell’impatto sull’ambiente (OEIA), un esame dell’impatto ambientale è obbligatorio se:
si installa un generatore di emergenza a combustibili fossili con una potenza superiore a 50 MW (OEIA, allegato 21.2), oppure
si prevedono serbatoi per lo stoccaggio del gas o del combustibile liquido che in condizioni normali contengono oltre 50 000 m³ di gas o 5 000 m³ di liquido (OEIA, allegato 22.3).
Oltre a queste prescrizioni a livello nazionale, ciascun Cantone può stabilire propri requisiti (per esempio sul consumo idrico, sulla produzione di energia rinnovabile, sullo stoccaggio di energia o sulla biodiversità).
Il permesso di costruzione per il centro di calcolo in questione può contenere l’adempimento di obblighi che necessitano di basi legali. Tali obblighi possono essere:
l’elaborazione di un modello energetico completo per tutta l’impiantistica dell’edificio;
l’obbligo di rispettare valori limite per l’efficienza energetica, per il quale possono essere utili gli strumenti SDEA o il foglio informativo SIA 2068. Il gestore deve attestare mediante calcolo prima dell’inizio dei lavori il rispetto dei valori limite, documentarlo con un piano di misurazione e dimostrarlo annualmente durante l’esercizio;
obbligo di sfruttare il calore residuo interno, qualora ciò sia possibile dal punto di vista tecnico e operativo e sostenibile sul piano economico. Il gestore può inoltre essere tenuto a mettere a disposizione di terzi il calore residuo. Ciò è contemplato anche nel nuovo Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni del 2025 (MoPEC 2025, art. 1.18);
obbligo di approvvigionamento energetico tramite energie rinnovabili e produzione di energia elettrica propria;
obbligo di utilizzo delle acque grigie per sostituire l’acqua di rete necessaria;
entità della fornitura di acqua per il raffreddamento del centro di calcolo deve essere regolata da contratto.
Lo SDEA-Navigator è uno strumento online della Swiss Datacenter Efficiency Association (SDEA) che permette di valutare in modo completo l’efficienza energetica e la sostenibilità dei centri di calcolo e delle infrastrutture informatiche. La valutazione si basa su tre indicatori chiave:
Efficienza del centro di calcolo (PUE+): un valore PUE ampliato che considera anche l’utilizzo del calore residuo.
Efficienza informatica (ITIE): valuta lo sfruttamento dei sistemi informatici (server, storage, rete) e l’efficienza energetica dei componenti impiegati.
Impronta di CO₂ (CUE+): registra le emissioni derivanti dall’esercizio del centro di calcolo e tiene conto della provenienza dell’energia utilizzata.
Lo SDEA-Navigator si può utilizzare nella fase di progettazione o costruzione, sia per i centri di calcolo esistenti, sia per le nuove costruzioni. Nella fase di progettazione è già possibile effettuare valutazioni di efficienza approfondite basandosi su specifiche tecniche e ipotesi operative. Tali valutazioni sono utili in particolare per supportare le autorità nelle domande di costruzione o nelle decisioni sulla scelta della sede.
La certificazione vera e propria con il marchio SDEA si ottiene dopo la messa in esercizio, non appena si dispone di dati misurati per un periodo di 12 mesi, che vengono verificati nell’ambito di un audit indipendente.
Il foglio informativo SIA 2068 «Efficienza energetica nei centri di calcolo» è incentrato in particolare sull’infrastruttura tecnica (infrastruttura elettrotecnica e impianti di raffreddamento) e definisce i parametri di pianificazione, i valori limite e target per gli indicatori come il Power Usage Effectiveness (PUE), tenendo conto anche dell’utilizzo del calore residuo (PUE+). Il foglio informativo andrà a integrare il marchio SDEA e sarà pubblicato per la metà del 2026. Da questo momento in poi, si raccomanda a Cantoni e Comuni di includere il foglio informativo tra i requisiti per i permessi di costruzione.
La mano pubblica può influire sull’efficienza anche nei centri di calcolo esistenti, promuovendo attivamente l’utilizzo del calore residuo.
I centri di calcolo con un consumo annuo di oltre 500 MWh, in base al MoPEC (Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni) rientrano nel modello grandi consumatori. Ciò riguarda la maggior parte dei centri di calcolo medi e grandi. I gestori hanno quindi l’obbligo di analizzare e ottimizzare il proprio consumo energetico. A questo scopo, stipulano generalmente un accordo sugli obiettivi con la Confederazione o il Cantone interessato; così possono essere esentati dalla tassa sul CO2 e ottenere il rimborso del supplemento di rete. L’accordo sugli obiettivi è in parte imposto da direttive cantonali.
La classificazione come grande consumatore si basa sui dati di consumo effettivi e avviene quindi solo dopo la messa in funzione di un impianto. Ciò significa che l’accordo sugli obiettivi non può essere usato per richiedere misure costruttive già in fase di rilascio del permesso di costruzione dell’impianto.
I programmi di incentivazione sostengono le aziende gestrici negli investimenti per l’efficienza energetica dei centri di calcolo Il servizio cantonale dell’energia, il fornitore di energia elettrica competente o la consulenza energetica locale possono segnalare ai responsabili del centro di calcolo questi programmi di incentivazione.
Un elenco dei principali programmi di incentivazione nazionali e cantonali è disponibile su franchi energia
Anche il programma ProKilowatt dell’Ufficio federale dell’energia aiuta le aziende a sostituire gli impianti esistenti e ad adottare tecnologie più efficienti. Il sostegno è destinato alle misure di risparmio energetico non economicamente redditizie e non ancora attuate.
Le partnership sono fondamentali per utilizzare con successo la risorsa preziosa che è il calore residuo. I Comuni o i Cantoni possono aiutare attivamente a collegare in rete i gestori dei centri di calcolo con i potenziali acquirenti del colore residuo. Prima gli attori rilevanti entreranno in contatto tra di loro, più facile ed efficiente sarà l’utilizzo del calore residuo per il riscaldamento degli edifici vicini.
La copertura dei rischi della Confederazione può rendere più attraente l’utilizzo del calore residuo, riducendo i rischi in caso di limitazione o interruzione della produzione di calore.
La certificazione con il marchio SDEA rende trasparenti l’efficienza energetica e l’impatto climatico dei centri di calcolo esistenti. La valutazione offre una base solida per ottimizzazioni interne, comunicazione esterna o per l’integrazione strategica in pianificazioni energetiche e climatiche. Il marchio aiuta Cantoni e Comuni a identificare gli impianti particolarmente efficienti o inefficienti.
